mercoledì 9 ottobre 2019


                                                                                                                              

Mostra   
Artisti Italiani e i nuovi tempi
Presentazione
Manifesto per l’arte. Pittura e Scultura

A cura di Ida Mitrano e Rita Pedonesi 

Venissage 23 ottobre 2019

PROM Kultury Saska Kępa
ul. Brukselska 23 - Varsavia


Mercoledì 23 ottobre alle ore 19:00 presso il PROM Kultury Saska Kępa si inaugurerà la mostra Artisti italiani e i nuovi tempi, promossa dall’Associazione Culturale in tempo di Roma che presenterà il suo Manifesto per l’arte. Pittura e scultura. L’evento, nato dall’idea di avviare uno scambio artistico-culturale con la Polonia a seguito della mostra di artisti polacchi tenutasi a Roma lo scorso anno, a cura di Ida Mitrano e Rita Pedonesi con il coordinamento di Alina Picazio, è sostenuto e patrocinato dall’Istituto di Cultura italiano di Varsavia. Ospitato dalla direttrice del PROM, Maria Juszczyk, verrà presentato in anteprima l’8 ottobre alle ore 18 dal Direttore Roberto Cincotta nella sede dell’Istituto Italiano di Cultura di Varsavia, nell’ambito delle manifestazioni della Giornata del Contemporaneo AMACI (Associazione Musei d’Arte Contemporanea Italiani).
Significativi i contributi in catalogo: presentazioni di Magdalena Czerwosz, PROM Kultury Saska Kępa e di Rita Pedonesi, Presidente Associazione in tempo; testi critici di Ida Mitrano e di Małgorzata Wrześniak, Università Cardinale Stefan Wyszyński di Varsavia.
Ventinove gli artisti italiani partecipanti, interni ed esterni all’Associazione, che condividono un comune sentire e un comune orientamento. Artisti noti, differenti per generazione, per percorso artistico, per tensione creativa, per linguaggio, non solo pittura e scultura, ma anche fotografia: Anna Addamiano, Patrizia Borrelli, Ennio Calabria, Valeria Cademartori, Antonella Catini, Stefano Ciotti, Giovambattista Cuocolo, Antonio Del Donno, Dario Falasca, Franco Ferrari, Carlo Frisardi, Simonetta Gagliano, Giuseppe Indaimo, Ernesto Lamagna, Ana Maria Laurent, Stefania Lubrani, Danilo Maestosi, Ferruccio Maierna, Dino Masella, Alfio Mongelli, Franco Mulas, Lina Passalacqua, Alessandra Pedonesi, Stefano Piali, Alina Picazio, Marilisa Pizzorno, Nino Pollini, Nicola Santarelli, Duccio Tringali.
Scrive nella presentazione Magdalena Czerwosz: «Se volessimo descrivere questo grande evento anche solo elencando alcuni concetti chiave, diremmo: luce, luce diversa, luce del sud dell’Europa, luce del nord dell’Europa, e non dimentichiamo la luce di PROM, e poi tutti i rapporti reciproci di queste luci. […] gli artisti desiderano che i loro viaggi creativi - e sono tutti creativi! - portino con sé quella conoscenza approfondita da cui nasce un vero dialogo con l’altro. Le persone che hanno idee simili si incontrano».
Nel testo di Ida Mitrano si legge: «Le opere vanno viste nella loro singolarità, ma vissute come un insieme, come espressione del Manifesto senza esserne traduzione visiva, perché sarebbe un tradimento dei contenuti stessi del Manifesto. […] opera che si connota, di fatto, come ‘autoritratto’. L’autoritratto dell’artista. La sua ‘impronta autografa’. Volti silenziosi, dignitosi. Volti strazianti. Figure enigmatiche, sognanti. Figure drammatiche, inquietanti, ossessive. Paesaggi premonitori. Sospensione. Attesa infinita. Paesaggi allusivi, doloranti. Visioni allarmanti. Visioni del dramma umano. Segni oscuri. Segni del tempo. Presente ignoto. Geometrie interrotte, spezzate. Geometrie pressate e infinite. […] Una nota. Tante note insieme. E il processo creativo dell’essere e la sua potenza rivoluzionaria generano il canto.  Il canto dell’arte».
Scrive Małgorzata Wrześniak: «L’arte però è più preziosa dell’oro e dura in perpetuo, come uno specchio riflette l’essere delle cose, l’essenza più importante, che parla del mondo così com’è nel suo permanere. Ecco, questo è quello che oggi ci vogliono ricordare gli artisti che presentano i loro lavori nella mostra Artisti italiani e tempi nuovi. L’Arte. In quanto tale diventa un valore universale, un’immagine dell’umanità, e infatti proviene dal pensiero eccezionale di un soggetto eccezionale».
Dalla necessità di riflettere e confrontarsi in modo interdisciplinare sulle problematiche attuali che riguardano la società e l’arte in relazione ai grandi mutamenti della nostra epoca, nasce nel 2009 l’Associazione “in tempo” con un Manifesto fondativo. Tra i fondatori, Ennio Calabria Presidente Onorario, artisti, esponenti del mondo dell’arte e di diversi ambiti disciplinari. Dalle riflessioni che l’Associazione ha portato avanti in questi anni emerge la necessità di rifondare le ragioni dell'arte per dare nuova centralità alla potenza “rivoluzionaria” dei processi creativi dell'essere. 
Il Manifesto per l’arte. Pittura e scultura è nato con l’urgenza di prendere una netta posizione sull’arte, partendo dalla pittura e dalla scultura che, per le loro intrinseche e archetipiche potenzialità, identifichiamo come intelligenza e volontà della mano e “liquido biologico”, quando sono espressione psico-fisica necessaria, unica e insostituibile dell’essere.
Il Manifesto è stato presentato in varie sedi, Plus Arte Puls, MLAC-Museo Laboratorio di Arte Contemporanea “Sapienza” Università, MACRO (Roma) e allo Spazio Tadini (Milano). Centinaia sono state le adesioni e i commenti che ha ricevuto da personalità dell’arte, della cultura e della società.

La mostra si terrà dal 23 ottobre al 18 novembre 2019.
www.promkultury.pl



Link al CATALOGO



lunedì 18 febbraio 2019



Incontro “Manifesto per l’arte. Pittura e scultura”
Associazione culturale in tempo

Macro Asilo - Auditorium
giovedì 28 febbraio ore 17

Affermiamo la necessità di prendere una netta posizione sull’arte in rapporto alle mutazioni del tempo. Muoviamo da uno specifico riferimento alla pittura e alla scultura, che pensiamo come intelligenza e volontà della mano, e come potenzialità del comporsi di immagini disegnate dal “liquido biologico” dell’artista e del suo essere mentre reagisce agli stimoli del mondo.
Vogliamo iniziare a definire un processo creativo il cui spirito riteniamo contenga un orientamento nuovo e vitale, estensibile agli altri ambiti disciplinari che già operano nella nostra associazione e agli altri che vorranno entrarvi in relazione. Crediamo nel valore costruttivo del dialogo e sentiamo l’urgenza di un confronto sulle grandi questioni che oggi caratterizzano la nostra epoca e che sono oggetto del nostro manifesto.





lunedì 5 novembre 2018

"Verso"

Verso
.
Sabato 3 novembre  2018 Invito/Comunicato Mostra "VERSO"
INVITO - COMUNICATO STAMPA

Mostra:
"VERSO" 
Preferiti
via G. Mompiani, 1/A
00192 Roma (v.le delle Milizie, Metro Ottaviano )
info:             
+39.3473735109
+39.3492969838
Apertura Mostra:
martedì 6 novembre
ore 17,30
Drink
La mostra resterà aperta dal 6 novembre all'11 dicembre con il seguente orario
mart./ven.
11-13 / 16-19
sab. 11-13
Ingresso libero
Organizzazione:
Preferiti
     &
Chapeau
.....
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Tre artisti - Una mostra
FRANCO FERRARI
CARLO FRISARDI
DANILO MAESTOSI
Testo critico in catalogo di
Marco Testi
martedì 6 novembre
ore 17,30

Mostra a cura di
Carla Mazzoni e Massimo Rossi

I tre artisti, uniti in un'unica mostra da comuni intenti, si avvicenderanno, in due sale della galleria, in tre differenti date per presentare ognuno, per la durata di 10 giorni consecutivi, una rassegna personale che permetta ai visitatori di approfondire il rispettivo lavoro 

Immagine
Franco Ferrari
6 - 16 novembre
Se io vedo e penso e nuoto il riflesso, è perché all'altro estremo c'è il sole che lancia i suoi raggi. Conta solo l'origine di ciò che è: qualcosa che il mio sguardo non può sostenere se non in forma attenuata come in questo tramonto. Tutto il resto è riflesso tra i riflessi, me compreso. (Italo Calvino, La spada del sole)    
Carlo Frisardi
17 - 27 novembre
Anche le parole che ora diciamo il tempo nella sua rapina ha già portato via e  nulla torna.(Ovidio,Odi)
Danilo Maestosi
      28 novembre       11 dicembre
L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà: se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo nasce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e approfondimenti continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio. (Italo Calvino)
             mazzoni1000@gmail.com                       www.carlamazzoni.info                       blog: www.preferitiblog.com
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mercoledì 8 novembre 2017

Parole in tempo



Associazione Culturale in tempo

Presentazione del Manifesto per l’arte. Pittura e Scultura
Inaugurazione della mostra Parole in tempo...
Campagna acquisizione nuovi soci e raccolta fondi

Plus Arte Puls Viale G. Mazzini 1, Roma
martedì 7 novembre 2017  ore 17.30

Presso Plus Arte Puls, martedì 7 novembre alle ore 17,30 L’Associazione in tempo presenterà il Manifesto per l’arte. Pittura e scultura. Nella stessa serata si inaugurerà la mostra Parole in tempo, nella quale esporranno gli artisti dell’Associazione e, contestualmente, si aprirà la Campagna acquisizione nuovi soci e raccolta fondi in sostegno dei nuovi progetti e degli obiettivi che l’Associazione intende realizzare.
Sulle problematiche attuali che riguardano non solo l'arte, in rapporto ai grandi mutamenti della nostra epoca, si è confrontata sin dall'inizio della sua costituzione l'Associazione in tempo, dalle cui riflessioni emerge la necessità di rifondare le ragioni dell'arte e di dare centralità alla potenza “rivoluzionaria” dei processi creativi dell'essere, perché è là che si manifesta il “non conosciuto”, input generativo della vita.

Il Manifesto per l’arte. Pittura e scultura: Dopo il Manifesto fondativo, l’Associazione in tempo presenta un      nuovo Manifesto con il quale prende una netta posizione sull’arte, in particolare sulla pittura e scultura.
Nella premessa si legge: “Muoviamo da uno specifico riferimento alla pittura e alla scultura in quanto, per loro natura, si pongono potenzialmente come l’antitesi più profonda nei confronti della società della “superficie”, che esclude il valore fondante della soggettività. Nella pittura e nella scultura la forza conoscitiva dell’inconsapevolezza ha un ruolo decisivo nel sottrarle a quel frequente sostituire la verità dell’autore con una presunta verità e, come tale, opinione. Intendiamo iniziare a definire un processo creativo il cui spirito riteniamo contenga un orientamento nuovo e vitale estensibile agli altri ambiti disciplinari […] Intendiamo promuovere un futuro Manifesto sulle arti e sulla cultura in rapporto alle grandi mutazioni del tempo, che dovrà derivare dalla coesistenza dei Manifesti generati dai diversi punti di vista disciplinari.”
   In alcuni passi del Manifesto si dichiara: “Sosteniamo l’originale, unicità creativa come antitesi allo
   spirito di un’epoca che vive la norma della riproducibilità dei processi mentali”.
  “Muoviamo dalla pittura e dalla scultura, perché ci consentono una prima occasione per esemplificare l’ipotesi
   di un processo creativo agito dall’inedito ingresso della soggettività dell’essere nella storia.“

La mostra dal titolo Parole in tempo... : Gli artisti dell'Associazione che condividono, pur nella diversità, per generazione e per percorso artistico, un comune sentire ed un comune orientamento, nella mostra si sono ispirati ad alcune parole emblematiche, quali, velocità, relativismo, spaesamento, mutazioni, silenzio-rumore, profondità-superficie, comunicazione, ascolto, che connotano la riflessione sulle mutazioni socio-culturali in atto portata avanti dagli associati in questi anni. Gli artisti: Patrizia Borrelli Valeria Cademartori Ennio Calabria Antonella Catini Giovambattista Cuocolo Dario Falasca Franco Ferrari Carlo Frisardi Simonetta Gagliano Giuseppe Indaimo Ernesto Lamagna Stefania Lubrani Danilo Maestosi Ferruccio Maierna Dino Masella Piero Meogrossi Alfio Mongelli Marilisa Pizzorno Nino Pollini Nicola Santarelli Duccio Tringali.

La Campagna acquisizione nuovi soci e raccolta fondi: Per perseguire i propri intenti e realizzare i nuovi progetti nell’ambito dell’arte, della cultura e della società, anche riguardo alla divulgazione di questo Manifesto per l’arte, l’Associazione ha sentito necessario portare avanti il confronto con il sostegno e il contributo di coloro che vorranno condividerne gli obiettivi e aderirvi entrando a farne parte.



 Plus Arte Puls  Viale Mazzini 1, Roma  | Info: 3338911952 - intempo@live.it

dal 7 al 12 novembre 2017 | orari
martedì - sabato: ore 11 -13 / 16-19.30 - domenica 11- 13

Manifesto per l’arte. Pittura e Scultura



Sulle problematiche attuali che riguardano non solo l'arte, in rapporto ai grandi mutamenti della nostra epoca, si è confrontata sin dall'inizio della sua costituzione l'Associazione in tempo, dalle cui riflessioni emerge la necessità di rifondare le ragioni dell'arte e di dare centralità alla potenza “rivoluzionaria” dei processi creativi dell'essere, perché è là che si manifesta il “non conosciuto”, input generativo della vita. Con tali premesse, dopo il Manifesto fondativo, l’Associazione in tempo ha sentito l'urgenza di un nuovo Manifesto con il quale prendere una netta posizione sull’arte, in particolare sulla pittura e scultura.

Pertanto, vi invitiamo a leggere e, se lo condividete, ad aderire al nostro "Manifesto per larte. Pittura e Scultura” lasciando, se possibile, un vostro breve commento esprimendo anche gli eventuali motivi per i quali vi sentite in disaccordo. Qualsiasi risposta sarà per noi un prezioso contributo di confronto.  Grazie!

Per ADERIRE al "MANIFESTO PER L’ARTE. PITTURA E SCULTURA”, indicando nome e cognome, professione, città, scrivere a:  intempo@live.it



venerdì 25 settembre 2015

Video-Manfesto


On-line il video.manifesto dell'associazione,
 apertura del canale youtube.


A cinque anni dalla nascita della nostra Associazione, abbiamo sentito l’esigenza di avviare una riflessione ripartendo dal nostro Manifesto. 
Nel testo, abbiamo individuato alcune parole particolarmente significative e sintomatiche dei mutamenti epocali che la società e le coscienze individuali stanno attraversando. Per le ragioni stesse che ci hanno associato, è per noi fondamentale e necessario, riuscire a condividere questa riflessione attraverso il confronto con gli altri, fuori dal nostro contesto associativo. 
Per facilitarne la lettura, abbiamo pensato di proporvi, di volta in volta e di settimana in settimana, i termini individuati con i relativi commenti. 
Fiduciosi, vi invitiamo caldamente a visitare il nostro sito e a dire la vostra. Qualsiasi siano le vostre risposte, saranno per noi un contributo davvero molto prezioso nella direzione di un'indagine conoscitiva sullo stato delle cose riferite ai grandi mutamenti in atto. 
Il Presidente
Rita Pedonesi
                                                                                
                                                                                
Associazione “in tempo”  - Parole nel nostro Manifesto sulle quali riflettere:
mutazione; comunicazione; profondità – superficie; spaesamento; silenzio – rumore; velocità; ascolto, virile non virile. Testi di: Danilo Maestosi, Ida Mitrano, Carla Mazzoni, Rita Pedonesi, Franco Ferrari.

Danilo Maestosi

Profondità-superficie

Per chi percorre i sentieri della pittura la superficie è il porto di partenza. Segni e colore sono il sigillo con cui si impadronisce di questo spazio: una tela, un foglio, una tavola, un muro da affrescare. Per trasformarlo, modellarlo, esplorarlo, adattarlo a propria misura. Aprircisi un varco. Perchè il demone che ossessiona l’artista che abita questo universo a due dimensioni è trovare il passaggio segreto verso una terza dimensione, quella che qualunque oggetto occupa nella realtà. L’artificio più rigoroso verso questo aldilà fù l’invenzione della prospettiva, quello più azzardato il taglio delle tele di Fontana, quello più tecnologico lo spettro dell’ologramma. Avvicinamenti geniali, niente più perchè entrambi inseguono l’illusione, la complicità del come se. La profondità come geografia dell’impossibile. Ecco dunque una seconda profondità con cui ogni pittore deve fare i conti, quella che racchiude il mistero stesso, il senso, la verità della sua arte. E’ la soglia da attraversare se non si vuole restare imprigionati dentro la grotta della superficie. Una sistemazione protetta di cui molti si accontentano: la pittura come decorazione, l’apparenza e la virtualità come unico metro del reale. Sono gli artisti della resa che si rassegnano all’evidenza del mondo o della sua riduzione a puro concetto, a volte solo enunciato: le schiera delle pop art e del minimalismo ne sono piene. Artisti che rinunciano in partenza a cimentarsi con la propria sconfitta, la morte sempre dietro l’angolo, a non levar mai l’ancora e mettersi in viaggio verso il mistero. Mistero che è sempre più compito primario, territorio privilegiato della pittura, in una società che ha perso bussole, in un universo della comunicazione che separa l’uomo dalla propria essenza, lo sottomette al bombardamento di immagini, a una velocità da robot rassegnati e ammaestrabili, ad una vita di superficie, ad una logica di sistema che ha annichilito anche la pittura, aumentando la distanza tra l’opera d’arte e il pubblico che dovrebbe fruirne. Unica via d’uscita è tornare a immergersi , tuffarsi verso il fondo scendere dove l’impulso vitale è magma indistinto e non addomesticato. E offrire nelle proprie opere gli echi i rimbalzi di questi palpiti, questi frammenti di senso in gestazione.


Mutazioni.
Guai confondere questo termine, che attiene nella sua accezione comune alla sfera delle genetica e agli scenari della lotta per la sopravvivenza della specie disegnati dal darwinismo, con quello di cambiamento che accompagna tutte le nostre esperienze individuali e collettive di essere umani. Certo la condizione umana sta cambiando a velocità vertiginosa, scienza e tecnologia continuano a proporci mutamenti in tutte le direzioni. A imporci svolte che consideriamo epocali, perchè alterano il nostro modo di rapportarci con il mondo, con gli altri e con noi stessi. Generano linguaggi che dobbiamo padroneggiare per non porci fuori dal flusso della Storia, non perdere il contatto con le generazioni successive. Ma evocare il termine mutazione, che sa di trasformazione definitiva come guadagnare o perdere un proprio arto, per segnalare il nostro sconcerto può comportare il rischio di confondere il tempo dilatato che scandisce l’evoluzione della Specie con quelli mordi e fuggi della nostra esistenza e della nostra adattabilità. Cavalcare la paura che genera mostri, trasformando i mutanti in alieni, invece che l’ansia rigenerante della profezia.


Ida Mitrano

Ascolto
“Un buon ascoltatore è un esploratore di mondi possibili” (Marianella Sclavi). Ascoltare non è un atto superficiale, al contrario è un condicio sine qua non dell’apertura al “ non sapere”, a ciò che non si conosce e ciò che è inconoscibile. Dovrebbe far parte della formazione culturale di tutti.
L’esperienza dell’ascolto consente di entrare in relazione con l’altro (con l’opera) ma richiede spaziosità. Si crea la condizione dell’ascolto quando si riesce a fare vuoto dentro sé  per fare spazio all’altro, ad altro, nella direzione del processo generativo. Nell’esperienza dell’ascolto diventa possibile cogliere il “nuovo” solo connettendosi al dinamismo creativo che produce l’opera, con l’opera nel suo farsi.

L’ascolto non è un atto passivo, al contrario richiede attenzione, partecipazione. L’interattività con l’opera è autentica, non è manipolata da intelligenze artificiali cui è affidato il tempo e la gestione emotiva dell’incontro con l’opera.
Ascoltare è un atto complesso. Richiede un silenzio interiore per cogliere quei segnali “che si presentano alla coscienza come al tempo stesso trascurabili e fastidiosi, marginali e irritanti, perché incongruenti con le proprie certezze” (Marianella Sclavi), eppure così significativi nel loro essere degli input di svelamento dell’opera e dell’uomo.

Compito dell’artista è scuotere l’altro, non sedurlo. Da dentro di sé a dentro l’altro nel dialogo con l’altro, nel quale si manifesta il “non detto” dell’opera.
L’ascolto è dunque un processo esso stesso, un dialogo a tre: l’artista, l’opera,
il fruitore.

Ideogramma cinese della parola “ascoltare”
Secondo la cultura cinese, l’ascolto richiede cinque elementi: da un lato, l’orecchio; dall’altra l’occhio, l’importanza dello sguardo e della relazione  (“l’altro”), l’attenzione unitaria (“il qui e ora”) e il cuore (partecipazione, comprensione, accettazione profonda).

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Necessità
Più che un input,  è un vero e proprio motore di ricerca fondamentale nei processi della vita. La condizione dell’artista nasce dalla necessità, senza la quale l’opera non ha forza espressiva, potenza generativa.
Necessità come esigenza assoluta, come impossibilità di essere altro o fare altro, di essere diversamente da come è. “Un’opera d’arte è buona, s’è nata da necessità” (Rainer Maria Rilke)
Ritengo che arte-necessità sia un binomio imprescindibile. L’arte è assolutamente necessaria e nasce da necessità.

Carla Mazzoni

Ascolto – Rumore – Silenzio - Velocità
La velocità nei nostri ritmi viene anche definita "tirannìa dell'istante".
Abbiamo eliminato la memoria del passato e la cultura della velocità c'impedisce di progettare il futuro. Dobbiamo vivere quel  qui e ora che fugge velocemente. Si parla di  "rinegoziazione del tempo". Anche l'apprendimento deve essere rapido e, meglio se presto dimenticato così da rendersi disponibili al nuovo che incalza.
La cultura del qui e ora premia la velocità e  non può permettersi il lusso di praticare l'ascolto sia del sè che degli altri. C'è grande frastuono, perché tutti alzano i toni per  catturare l'attenzione degli altri nella tirannia dell'istante  e rendersi visibili laddove la visibilità quasi sempre  si  ottiene solo con il successo economico.            

Mutazione – Profondità – Superfice
Abbiamo anestetizzato i nostri sensi e smarrito il rapporto con le cose, delle quali
riconosciamo solo il significato che praticandole gli abbiamo attribuito.
Abbiamo perso quell'emotività, quella compromissione affettiva che ci dava il senso  della vita e delle cose. Viviamo come individui insensibili, e la nostra vita è diventata priva di pathos e di senso. Possiamo definire questa mutazione come una patologia delle società occidentali nella modernità..  


                                       
Rita Pedonesi

Mutazione
Nel manifesto si fa riferimento a segnali inquietanti nei processi mentali considerandoli non come momentanee patologie, ma come mutazioni irreversibili, organiche all’attuale modello di sviluppo delle società occidentali.
Alla luce dell’approfondimento etimologico del termine mutazione e di una più attenta rilettura del nostro manifesto, trovo che il termine sia significativo, ma azzardato per alcuni, dei grandi mutamenti in atto che stanno sconvolgendo non solo le coscienze, ma l’intera Unità psico –fisica degli individui. In questo quadro, l’aggettivo “irreversibili”, riferito alle mutazioni, è solo un rafforzativo del termine, dato che le mutazioni si definiscono tali, proprio in quanto irreversibili.
Per quel che ci riguarda, un’indagine conoscitiva sullo stato delle cose pone innanzitutto un interrogativo: si tratta o no di vere e proprie mutazioni dei processi mentali?  Se così è, quale potrà essere il loro esito sul destino della specie? Considerando quel che sappiamo dal punto di vista biologico, le mutazioni di solito portano un difetto funzionale, talvolta, invece, un vantaggio per l’organismo mutato.
Sappiamo anche che un carico mutazionale eccessivo può portare alla morte o all’estinzione della specie. Ora in rapporto a questi grandi mutamenti che stanno sconvolgendo le coscienze individuali, ne percepiamo l’ampia portata e la dimensione sintomatica di ciò che stanno producendo dentro e fuori di noi. Rispetto a questo disagio alcuni, ed io mi sento tra questi, si sentono spinti, forse geneticamente, in modo più o meno consapevole, dalla necessità di sentirsi simili a degli “anticorpi” capaci di opporsi a ciò in cui non si riconoscono e che avvertono come minaccia per la specie. Percepiamo di aver individuato una strada attraverso la connessione, l’ascolto interiore di quei sintomi e in un confronto aperto e creativo con gli altri, intravediamo la possibilità di rincontrare, identificare e difendere, quelli che Ennio Calabria definisce molto bene come i “fondamentali dell’Umano”.
Siamo consapevoli che il mistero dell’arte, in primo luogo, può sondare, scandagliare, ciò che, al di sotto della nostra coscienza consapevole, non è ancora verbalizzabile e inviarci segnali di orientamento da questa dimensione.

Profondità – superficie
Ci sentiamo nostro malgrado appiattiti su tutto quello che ci è indotto come necessità dalla società della “superficie”. Sentiamo il disagio di ciò che non ci appartiene, la difficoltà di sottrarci a quei meccanismi che come strade obbligate hanno escluso il nostro universo interiore, misterioso e profondo, ma attratti e impauriti da questa profondità sconosciuta, avvertiamo che la bussola del nostro orientamento la possiamo percepire attraverso la nostra vera necessità: quella di connetterci con questa profondità creativa per dare voce e corpo, agli input che ci invia.

Ascolto
Sempre nel manifesto si legge: “Ci associamo come premessa fondativa di una società alternativa capace di ascolto, in opposizione alla grande società che non ascolta.” E alla fine “vogliamo aiutare queste latenti comunicazioni, oggi inascoltate, a trovare espressione e cittadinanza nella cultura sociale riconosciuta.” In ogni contesto, penso che la sola cosa capace di connetterci con ciò che è sconosciuto e in grado di farci percepire e comprendere, ciò che stiamo vivendo dentro e fuori di noi, è proprio l’ascolto. Certo, non è una pratica facile, ma la ritengo davvero indispensabile per farci uscire da una dimensione autoreferenziale sterile e narcisistica. Credo che ci si possa predisporre all’ascolto, la via del Dharma l’insegna, innanzitutto ponendosi con un intento sincero, cercando di creare in noi uno spazio che accolga noi stessi e gli altri, per riuscire a vedere, rivedere, riconoscere e, a poco a poco, lasciare andare i nostri pregiudizi, quelle false certezze, quegli appigli che servono solo da scudo per tentare di tenere a bada le nostre paure che, se inascoltate, ci sopraffanno e annientano la nostra libertà.

Franco Ferrari

Mutazione
Ci sono molti tipi di mutazione, quella generazionale, quella culturale, quella antropologica, oggi  anche  quella sessuale, ecc. La stessa storia dell’uomo è un lungo e inarrestabile processo di cambiamento. Oggi, nella società è in atto una vera e propria radicale mutazione le  cause sono molteplici e complesse come: la diffusione delle nuove tecnologie, i nuovi stili di vita, gli sconvolgimenti mondiali, la supremazia della finanza sull’economia, le guerre diffuse, l’immigrazione, ecc.  
Su quanto sopra detto sono state fatte infinite analisi, pertanto mi limiterò a dire altro facendomi una domanda: C’è qualche cosa nell’uomo che non sia soggetto a mutazione?
Faccio solo una breve riflessione basata  sulle mie esperienze introspettive e di vita  senza per questo voler pretendere di esprimere alcuna teoria. Scandagliando, per quanto umanamente possibile, nelle ombre che si aggirano nel buio indefinibile dell’inconscio e cercando di ragionare sul filo della ragione, credo di aver  intuito che   una cosa  non  può mutare negli individui;  il proprio “essere”,  la  dimensione divina dell’uomo, questo nucleo originale e originante che non può mutare in quanto esso è già comprensivo di tutte le mutazioni possibili ed è quello che  caratterizza l’essere umano e che rende gli individui unici e irripetibili. Questo è ciò che siamo e che saremo, di là dalle tranquillizzanti auto-definizioni  o dei preconcetti devianti  che di volta in volta  acquisiamo come conclusi. La frase  che riassume mirabilmente questo concetto è “La verità siamo noi, non i nostri pensieri” .
E’ difficile “divenire ciò che si è” e per quanto tentiamo di farlo, non ne avremo mai piena coscienza; la “verità dell’essere”  non ci è dato definirla concettualmente né di immaginarla.   Se ne può intuire vagamente solo il suo  parziale svelamento.
Solo nell’arte può emergere, attraverso la forma del soggetto e in maniera  misteriosa,  parte di quella  “verità dell’essere” che è  individuale e assolutamente soggettiva ma che è anche sintomo dei  processi di cambiamento in atto non ancora precisabili. Quei sintomi potranno palesarsi attraverso l’opera e  venire percepiti  al di là di ogni tentativo di  definizione o di interpretazione verbale.
Da pittore pertanto ritengo che gli artisti siano chiamati a un difficile e nuovo compito: affrontare la sfida inedita che si presenta oggi in una società in radicale  cambiamento, operando in quel difficile equilibrio tra consapevolezza e inconsapevolezza orientandosi nell’incontro tra pensiero e  creatività dell’interiorità, abbandonando qualsivoglia  vecchio  concettualismo e i  fuorvianti preconcetti.